E se la Nostra Patria distribuisse Cryptovaluta (€) ad ognuno di Noi ?

E’ la domanda che tutti ci pongono. E’ il quesito principe che ci accompagnerà per tutti i prossimi mesi e forse anni a venire.

Sicuramente potrebbe essere una soluzione per questo momento di crisi e di problematicità, che la Nazione sta attraversando. Riprendendo il concetto dell’UBI, “Universal Basic Income” postato in precedenza, oltre al Coronavirus occorre affrontare al meglio, e celermente, il problema finanziario della popolazione nel suo insieme. Tantissime famiglie hanno avuto in questi due mesi, svariate difficoltà ad affrontare tale momento di isolamento e di carenza, o assenza, di lavoro. Chi non ha un reddito certo ha difficoltà per reperire gli alimenti, pagare le bollette, per saldare gli affitti, onorare i mutui. Pertanto, sono decisamente sotto un duro peso. Il Governo sta facendo sforzi per trovare liquidità necessaria per far fronte alle urgenze del Paese, tuttavia abbiamo riscontrato che non è affatto sufficiente. Soprattutto il fatto di far parte della comunità Europea, ci ha resi totalmente consapevoli di come essa vada ad ostacolare qualunque Nostra iniziativa, perché per consentirci di stampare denaro vorrebbe delle garanzie che potrebbero ipotecare il Nostro futuro in maniera seria, e iniqua (la Ursula Von der Leyen ha affermato settimane fa:  “In Europa siamo tutti Italiani!”).

Ma cosa ci farebbero pervenire dalla BCE ? Sicuramente altra carta, altri pezzi di carta. Domandiamoci allora per un istante… ma davvero la Nostra Nazione ha necessità di: “carta” ?

Al contrario, Noi siamo in grado di generare ricchezza, in maniera totalmente autonoma. In effetti esiste già un efficiente sistema per fare ciò. Siamo capaci di farlo.

La Nostra Repubblica non dovrebbe “cercare” denaro, farsi “prestare” denaro, per poi farlo affluire ai cittadini; al contrario, dovremmo trovare noi il denaro da farci “prestare”. Basterebbe che lo Stato si facesse garante di un Nostro credito personale collettivo. Lo Stato dovrebbe semplicemente “autorizzarci” a  ricevere mensilmente una cifra in Cryptovaluta (ad es. per un controvalore di 1.000 Euro), ma non in divisa Eur, bensì in 1.000 Euro-crediti. Ovverosia, in una divisa/valuta complementare, con validità tanto quanto l’Euro, che possa essere spesa esclusivamente attraverso semplici App e Smart Pos. Pertanto, ognuno di noi  riceverà l’accredito: o sul e-wallet del suo Smart Phone, oppure su di una carta dedicata. In quest’ultimo caso potremmo sfruttare il codice fiscale. La nostra attuale tessera sanitaria che come tutti sappiamo è una Carta di Debito Completa, potrebbe ricevere e transare, un elevato numero di dati e informazioni (certificate anche con tecnologia Blockchain), assai maggiori di quelle che attualmente contiene.

Tramite questo accredito (o Airdrop) mensile, noi italiani lo dovremmo andare a restituire (allo Stato) tramite somme certe, in una modalità sicura e banale. In concreto, nel momento in cui riceviamo gli Euro-crediti (1.000 Euro-crediti), ed eseguiamo il pagamento del bene o del servizio, la controparte che riceve il saldo, potrà in un secondo momento, spenderne solo 970 di Euro-crediti. Pertanto, ci sarebbe una decurtazione del 3% che servirebbe a “pagare”, o meglio ripagare, il credito medesimo ricevuto inizialmente. Il soggetto che ha ricevuto 970 Euro-crediti, a sua volta, quando lo gira in pagamento ad una controparte, corrisponderà la cifra di 970 Euro-crediti, ma sul wallet del terzo soggetto arriveranno: 970 – 3% = 940 Euro-c. circa (ulteriore 3%, a decurtazione del credito iniziale). Quando egli pagherà un altro soggetto, accadrà la stessa dinamica, l’importo verrà decurtato del 3% (940 -3% = 912 Euro-c.).

Or bene, nel giro di 240 transazioni, graduali nel tempo, faranno si che i 1.000 Euro-crediti si ridurranno per poi estinguersi totalmente, lasciando sul territorio 33.000 Euro di fatturato. Quindi, è facile comprendere come gli Italiani stessi si andrebbero a pagare da soli tale credito/debito.

Questa opzione operativa, la potremmo ripetere tutte le volte che vorremo, con cadenza mensile, settimanale, trimestrale, ecc. Fino a quando si registrerà una solida ripresa, o fino a quando lo Stato lo riterrà giusto e opportuno.

Tipicamente, le aziende Italiane che volessero ricevere tali pagamenti potrebbero munirsi di uno Smart Pos, una carta di debito, o scaricare un’App, lo stesso Codice Fiscale che andrà ad essere utilizzata alla stessa stregua di un conto corrente. E dunque, grazie agli Smart Pos su tale App o carta di debito, andranno ad essere accreditati le somme spese dai cittadini, e a sua volta l’azienda potrà rispendere tali Euro-crediti e sostenere i propri pagamenti nei riguardi dei fornitori, impiegati, debiti verso lo Stato, ecc.

Appare chiaro come questo Ecosistema si autofinanzia. Non ha bisogno dell’intervento esterno da parte del cosiddetto: “Regolatore” di Francoforte (D). Inoltre, possiede un’altra importante caratteristica. Tali Euro-crediti potranno circolare soltanto sul territorio nazionale; e ciò significa che quando un cittadino si recherà a fare la spesa presso una qualunque multinazionale straniera (la quale acquista buona parte degli alimenti da noi, per poi rivenderli all’estero) al fine di poter spendere i suoi Euro-crediti conseguiti dovrebbe solo spenderli nell’ambito del territorio italiano. Obbligatoriamente. E’ facile comprendere come questa cryptovaluta di Stato fornirebbe un’ulteriore miglioramento, e spinta, a tutto il circuito economico. Questo Token si spenderà solo nella nostra Nazione. Infine, sarebbe tutto quanto tracciato, poiché ogni transazione avverrebbe su supporti hardware e software appositi. Siamo consapevoli dunque che è un modello, un impianto, affatto complicato, ma semplice e lineare. 

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