La  naturale  evoluzione  ed  il  FinTech

Nei prossimi mesi, potremo assistere ad un’evoluzione italiana verso il cashless, sempre in accelerazione per effetto di una migliore condizione normativa, e di una spinta sempre maggiore ricevuta dal mondo Fintech. Non mancano tuttavia le incertezze, i freni e per certi aspetti i passaggi difficili, che il mondo dei Digital Payments, deve affrontare.

Negl’ultimi anni abbiamo assistito ad una lenta, ma inesorabile, rivoluzione nei sistemi di pagamento. Nel 2015 ad una crescita del 9,3% dei digital payments in Italia rispetto al +7% della media Europa. Tutto ciò dipende in larga misura dai “New Digital Payments”, ossia dai pagamenti attraverso canali online (pc, tablet, mobile) e dai pagamenti ottenuti attraverso le carte contactless o su Mobile POS, decisamente più comodi. Con i suoi 21,5 miliardi di euro i New Digital Payments hanno rappresentato il 12% di tutto il transato con le carte, con una crescita del 22% rispetto al 2014.

A tratti straripante in alcuni suoi segmenti, a tratti rallentata dalla mancanza di cultura o infrastrutture.

I pagamenti digitali con carta nel nostro paese sono cresciuti dell’11% nel 2017 rispetto al 2016, toccando quota 220 miliardi di euro; ovvero il 28% dei consumi delle famiglie italiane (il dato si fermava al 25% nel 2016). Tuttavia, il numero di: “transazione pro-capite” ci vede piuttosto in basso nella classifica EU-28. Siamo infatti al 24° posto con 50,7 transazioni, ben lontani dai paesi nordici, (Danimarca su tutti), che superano abbondantemente le 300, e sopra solamente a Bulgaria, Grecia e Romania.

Sempre nel Nostro Paese, i pagamenti digitali sono aumentati: oltre 1,6 miliardi con carte di debito, credito e prepagate emesse in Italia e gestite da Sia (Società Interbancaria per l’Automazione), nel primo semestre del 2018 (+3,3%) – ma resta alto il divario con l’Europa.

Da più parti si sottolinea l’importanza di porre l’attenzione all’atteggiamento e al comportamento dei millennials e teenagers; anche in considerazione del fatto che la Pubblica Amministrazione ha dettato le linee guida introducendo l’utilizzo di sistemi elettronici per i pagamenti.

Sul confronto tra Europa e Stati Uniti, è necessario ricordare che il mercato dei pagamenti è, ovunque, un mercato two-sided, e la ragione più rilevante di questo divario va ricercata in un’offerta che, in Europa, appare più scarna e meno attrattiva per entrambi i lati del mercato: consumatore-pagatore ed esercente-beneficiario. Ci sono ampi margini di miglioramento, soprattutto se si ha il coraggio di innovare i modelli di business, ancor prima delle piattaforme tecnologiche.

 
La FinTech o Financial Technology (in italiano: tecnofinanza, o tecnologia finanziaria) è la fornitura di servizi e prodotti finanziari attraverso le più avanzate tecnologie dell’informazione (ICT). Vista la loro natura altamente tecnologica, le imprese tecnofinanziarie sono generalmente nuove imprese che fondano la loro stessa filosofia di affari sulle ICT, contrapponendosi a quello più tradizionale delle aziende già esistenti.
Definizione di “FinTech”:
si configura come una nuova industria finanziaria, che applica la tecnologia per migliorare le attività finanziarie.
La tendenza di crescita della tecnofinanza è esponenziale: dai 930 milioni di $ di valore del 2008, il settore è arrivato ai 12 miliardi di $ del 2014, e si contano oggi circa 4.000 imprese tecnofinanziarie attive.
I servizi a cui può applicarsi la tecnofinanza sono, sostanzialmente, tutte quelle della finanza tradizionale, dalle transazioni e pagamenti all’
I servizi a cui può applicarsi la tecnofinanza sono, sostanzialmente, tutte quelle della finanza tradizionale, dalle transazioni e pagamenti all’
I servizi a cui può applicarsi la tecnofinanza sono, sostanzialmente, tutte quelle della finanza tradizionale, dalle transazioni e pagamenti all’intermediazione finanziaria, fino alla gestione del rischio finanziario e alle valute elettroniche (ad esempio il Bitcoin).
Per farci comprendere ancora di più la portata di tale fenomeno basti pensare che nella legge di bilancio 2018 dello stato italiano: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 (17G00222) (GU Serie Generale n.302 del 29-12-2017 – Suppl. Ordinario n. 62) legge nr. 205, sono stati introdotte le prime norme relative ai prestiti peer to peer. Il legislatore aveva inizialmente previsto anche la creazione di un ente governativo di: “Regulatory Fintech Hub” e di un “Ente nazionale FinTech”.

 

Ambiente FinTech

Possiamo parlare di aree più attive di FinTech, quelle che sono specifiche, e che ruotano attorno ai seguenti ambiti:


·       Le cryptovalute ed il denaro digitale, le ICO (Initial Coin Offer)

·       Tecnologie della blockchain, non solo Bitcoin, ma anche Ether, Waves, Monero, ecc. ecc.

·       La tecnologia DLT (distributed ledger technology) ossia archivi di dati i cui records sono pubblici su una rete di computer, e senza la necessità di un registro centrale.

·       Smart Contract, (spesso utilizzando la blockchain) programmi che eseguono automaticamente contratti tra acquirenti e venditori.

·       Open banking, appoggiato alla blockchain applicazioni che creano un servizio tramite una rete connessa di istituzioni finanziarie e fornitori di terze parti.

·       La sicurezza informatica, tramite lo stoccaggio decentralizzato di dati, e sistemi antifrode.

·       Insurtech, tecnologia per semplificare il settore assicurativo.

·       Regtech, per soddisfare le regole di conformità del settore dei servizi finanziari vedi AML, KYCC anti frode in particolare dopo al crisi del 2008. Regtech è costituito da un gruppo di aziende che utilizzano la tecnologia per aiutare le aziende a conformarsi alle normative in modo efficiente ed economico.

·       algoritmi per automatizzare la consulenza sugli investimenti per ridurre i costi e aumentare l’accessibilità.

·       net terzo settore, poter fornire servizi non bancari / underbanked, destinati ad individui svantaggiati o che sono ignorati dalle imprese bancarie, e di servizi finanziari tradizionali (Charity FinTech).

Le persone oggi, ma anche gli operatori professionali della finanza si rendono conto che la tecnologia sarà sempre più presente nella loro vita, tramite l’Intelligenza Artificiale, analisi predittiva etc.. ed è in questi spazi che si avranno gli sviluppi più significativi.